sabato 12 agosto 2017

L'Osservatore Romano
È stata chiamata significativamente «Tu non sei solo» l’iniziativa organizzata a Stupino, città a un centinaio di chilometri da Mosca, dalla Merci House, una casa famiglia protestante che accoglie trentaquattro bambini, e dalla Caritas di Mosca, unite nella loro volontà di assistere i senzatetto. Una settantina i volontari che hanno garantito i servizi di cucina e la gestione quotidiana. Nel bosco di Stupino una sessantina di uomini e donne di ogni età che vivono per le strade della capitale hanno vissuto una settimana di campeggio nella natura: tende disseminate tra gli alberi, fuochi per cucinare, sotto alcuni gazebo tavoli e panche per mangiare o ripararsi dalla pioggia, in una radura una grande tenda per gli incontri e la preghiera.Si è trattato della seconda edizione (la prima l’anno scorso). Le giornate sono state cadenzate da momenti spirituali, curati dai volontari della Merci House, che hanno molto a cuore «che le persone inizino a credere in Dio, si convertano e cambino la loro vita», come racconta al Sir Nadezhda Klyueva, ortodossa, coordinatrice per la Caritas di Mosca dei progetti al servizio dei senzatetto. Il compito della Caritas, invece, «è più orientato ad aiutare le persone a cercare se stesse e a ripristinare la propria dimensione sociale». Al campo sono state proposte attività in cinque ambiti di cura: relazioni e legami sociali; casa e proprie cose; salute; dimensione interiore intesa come relazione con Dio ma anche come riscoperta del senso della vita; lavoro. A intervenire sui diversi temi anche ospiti non campeggiatori, come il sacerdote ortodosso Aleksander Borisov, noto a Mosca per le sue vedute aperte ed ecumeniche, o le suore di Madre Teresa.
Le persone che hanno partecipato sono quelle che Nadezhda Klyueva e i colleghi incontrano per le strade nelle loro attività: «Li abbiamo invitati tutte le volte che facevamo la distribuzione del cibo o al nostro Festival della solidarietà, il 7 giugno. Abbiamo anche chiesto alle organizzazioni partner e ai centri di riabilitazione di spargere la notizia. Qualcun altro l’ha saputo dal passaparola di chi c’era già stato nel 2016».
Dopo Stupino, quattro uomini sono stati accolti alla Merci House e hanno iniziato a coltivare un pezzo di terra messo a loro disposizione. Altri cinque o sei dopo il campo sono entrati in un centro di riabilitazione; c’è chi al ritorno ha ripreso il contatto con la famiglia. Un uomo in particolare, un senzatetto convinto, amante della propria libertà, dopo il primo campo è tornato a vivere nella strada. Ma quest’anno ha voluto andare a mostrare a suo fratello le foto del campo e stare un poco con lui. Tornato a Mosca, anch’egli ha deciso di farsi aiutare per cambiare vita. Le statistiche ufficiali parlano di 160.000 senzatetto a Mosca nel 2016. Secondo la Caritas sono trentamila. La maggioranza sono maschi che si trovano in situazioni difficili, per via del lavoro o la rottura dei legami familiari.
Ma l’esperienza di Stupino sta diventando anche una palestra di ecumenismo: l’iniziativa e la maggioranza dei volontari sono protestanti; i cattolici meno, ma in aumento. Secondo la responsabile Caritas, l’anno prossimo ci saranno anche degli ortodossi. Certo, «ci sarà bisogno di cambiare alcune cose nelle preghiere, ma già quest’anno c’è stata più attenzione al rispetto confessionale».
L'Osservatore Romano, 11-12 agosto 2017.